Per strada
- non volendo -
ho raccolto

oggi la mia testa non ha pace
corre appresso al cuore

Non c`e` verso:
ogni volta
mi spiazzi

Nel frattempo
anche io,
poche parole,

Mi muovo
dentro
a millimetri atomi

Ti guardo andare
sul sentiero mai tracciato
dei tuoi passi

Ti stringo come
non sapevo
a me

Un bozzolo di seta
spalmato piano.
Una scoperta, un`altra
che non sai

Mi conto
che sei in africa
oppure che e` finita?

La mia mano
al rovescio
dovrei girare
per catturarti

Acqua che fugge via
tempo che scappa
e ci ritrova

Non un istante:
sei tu, sconosciuto
da sempre

Nel piu` dolce dei modi
- Amore -
ci siamo detti addio

Un riverbero, luce sul fondo,
linee dolci di sabbia

Per un punto
e una linea
faccio cose di uomo e di donna

Suono e colore
fanno la prima immagine
senza disegno

Una parete divisa in due dal sogno,
due peli della tua barba

Camminando nel mare
- l`acqua sul ventre -
non saprei dire quanto tempo
mi scorse

Cercando
sparse
parole altrui
per raccontarti me

Muta. Il suono
senza forma
rimbalza tra le mura
del mio petto

Dopo avermi resa cava,
ti affacci e lanci sassi

In cosi` poco tempo
hai preso tutta l`aria
e le mie notti, chiare.

Le settimane si accartocciano.
Ho addosso
una pelle di alluminio stropicciato

Sali, uomo pirata,
sulla mia gonna viola
pizzicata

Lo senti?
stavolta siamo lontani per davvero,

Piu` a fondo vanno le radici serpi
di un`incertezza a piombo e senza appiglio

Dalla nuda finestra assolata
aspetto, a pelle aperta,
di vederti arrivare

 

Tra le dita

Per strada
- non volendo -
ho raccolto
camminando
una solitudine nuova:
bianca
e a forma di fiore.
La tengo tra i capelli.
Sembra
che non sia mortale.

9 agosto 2007

Vieni

oggi la mia testa non ha pace
corre appresso al cuore
che non sta fermo un attimo

il tempo di distrarmi
a fare un che di pratico
che lui e` sgattaiolato
a ruzzolarsi la`, dove c`e` luce
in forma di ricordo sogno
speranza miele.

vieni, tesoro mio
inquieto
dai tempo al tempo
cuore,
vieni

facciamo il gioco
del silenzio.

(12 luglio 2007)

Click

Non c`e` verso:
ogni volta
mi spiazzi
e le parole
pur messe a fuoco
si velano di bianco.
Immagine indefinita.
Le mie poesie
di te
sono sempre mosse.

(28 dicembre 2006)

Libera 23

Nel frattempo
anche io,
poche parole,
il filo dritto
piano
le spalle nude
a fendere la piazza
un passo dopo l`altro,
la luce tra i capelli
e gli occhi d`uomo
come un assenso
sulle vene calde
al collo.
Nel frattempo
che il pomeriggio si fa.

(10 maggio 2006)

Sola

Mi muovo
dentro
a millimetri atomi
e tu mi senti.
Non lo sai
ma mi chiedi
di essere
sola.
Di andarmene
se non ci sei.
Per tornare
-da- me.

(28 ottobre 2005)

Passo lungo

Ti guardo andare
sul sentiero mai tracciato
dei tuoi passi.
Stringe il nodo
il passo lungo
senza abbandono.
Un morso
mi tenta
alla fuga.
Ma se non hai paura
nemmeno io
m`arrendo.
E mordo il morso
che mi vuole
morta.

E corro
il rischio.

(16 gennaio 2006)

Donna

Ti stringo come
non sapevo
a me
la pelle bianca
tua, nelle mie mani
e il bacio
che mi rende donna
in bocca
per la prima volta.
Sale scorrendo
dal mio petto in su
e chiude gli occhi
e mi fa muta, e piena
ed e` presente
e mi
ritorna
indietro.

Tu mi fai donna.

E altro non so
se non che
altro non c`e`.

(9 dicembre2005)

Cocoon

Un bozzolo di seta
spalmato piano.
Una scoperta, un`altra
che non sai.
Non te l`ho detto poi
che con le mani
ho raccolto a cerchi e a onde
il tuo abbandono
e adesso ce l`ho dentro.
E non ti ho detto
neanche
che nel tuo sonno morbido
ho ritrovato il mio.
Come in quel bacio muto
che per la prima volta
mi hai insegnato.
La testa l`ho perduta
e ancora tremo.

(21 giugno 2006)

Fossi animale avrei ragione

Mi conto che sei in africa
oppure che e` finita?
Niente giraffe, e no
nessuno in vista.

In mezzo alla radura,
-circolare-
stendo le gambe corse
e allungo il collo.
Fossi animale
non sentirei l`assenza,
mi muoverei a ragione
solo nei giorni d`estro.
Invece
oggi e` domenica,
e non e` mai bestiale.

Esigo, quindi sono
essere umano,
e donna.

(2 aprile 2006)

Riverbero invernale

La mia mano
al rovescio
dovrei girare
per catturarti
nell`antro soffocato
dei tuoi calzoni.

Una panchina
nel crocevia di vento e passi
fuori da ghiaia e fango,
il giorno s`e` tuffato
nel tuo pile,
dove io lo cerco.

Piccolo accanto
dorme.

Sveglio il corpo
troppo coperto
m`accendi. E rispondi.
Inverno sopra.
Ora che scade in fretta.

Andiamo,
qui ci si bagna.


(dicembre 2005)

Clessidra

Acqua che fugge via
tempo che scappa
e ci ritrova
-sospiri appesi-
e occhi
di spugna pronta
al sorso suo piu` dolce.

Asciuga
il lungo mare,
tempo che sgoccia
e avvolge:
presto a tornare.

(24 agosto 2005)

Tredici ventitre`

Non un istante:
sei tu, sconosciuto
da sempre.
E mi lascio,
pelle negli occhi
immensi,
che mi ritrovo dentro.
E mai li avevo persi.

(10 luglio 2005)

Ferma

Nel piu` dolce dei modi
- Amore -
ci siamo detti addio
io non vorrei piu` uscire.
Nel piu` amaro dei modi
- Vita -
abbiamo appeso gli occhi
ad asciugare
(prima di andare).
Nell`angolo piu` muto
- Sola -
ho messo via la pelle
a ricordare.

(2 agosto 2005)

Acqua nell`acqua

Un riverbero, luce sul fondo,
linee dolci di sabbia
mutevole, a onde.
Acquatica
musica, muta
raccoglie, lo avvolge,
il corpo
senza peso.

Lascia.
Sento un`immagine
liquida.
Dagli occhi fluisce
un mare salato
che senz`avviso ti trova.

(21 aprile 2005)

***

Per un punto
e una linea
faccio cose di uomo e di donna.
Nel giro in tondo avanzo,
vado, arranco.
Senza ragione -a buchi-
s`affaccia
l`intuizione
di un bene senza resto,
ne` ricevuta.

(17 novembre 1999)

La mano in silenzio

Suono e colore
fanno la prima immagine
senza disegno.
aaaaaaaaaaa

L`ora,
il tempo lungo:
tutto e` un istante
e combacia
e si fa
luce e ombre.

Ricordo
senza memoria
onda senza spiaggia
languido moto
interno.
Indietro.

(marzo 2001)

Bianco e nero

Una parete divisa in due dal sogno,
due peli della tua barba
-soli-
in un lago di pelle,
le mattonelle scalze della mattina
e parole - come gatti
che si accoppiano.
Linee,
confini e ripartenze
di un`immagine
non ancora svezzata.

(giugno 1999)

(Torre) vado

Camminando nel mare
- l`acqua sul ventre -
non saprei dire quanto tempo
mi scorse.
Andavo,
le mani immerse
docili, controcorrente.
Mai piu` feci ritorno
da quell`andare.

(agosto 1999)

Mi presento

Cercando
sparse
parole altrui
per raccontarti me
risale
come un rampicante
in gola
e fino agli occhi
il nome,
il mio
su una pagina bianca
ancora.
Un fiotto
- spruzzo -
e sono io.
Nessuna citazione
sara` mai leggera
tanto da lasciarmi nuda
come voglio.

(ottobre 1997)

Invisibile, invista.

Muta. Il suono
senza forma
rimbalza tra le mura
del mio petto
e nella pancia,
e stenta, e cambia
senza riuscire
a uscire.

Ti guardo
mentre da un altro mondo
mi sfiori fermo,
petalo a petalo,
e non hai ganci
per attraccare.
Nessuna cima colgo.

Un peso,
un nodo in mezzo
un vuoto.
Invisibile, invista,
proseguo
e strano in bocca
rimane un senso acidulo,
come una visita
di cortesia.

(febbraio 2005)

Chiaroscuro

Dopo avermi resa cava,
ti affacci e lanci sassi
all`eco che ti bagna.
Ribussi da lontano
senza nemmeno il corpo a dichiarare
un`imprevista intrattenuta goccia
di mancanza.
Non hai che freddo e sale e sabbia
nelle mani.

E a me non resta -vivida-
che andare.

(7 aprile 2005)

non e` ora

In cosi` poco tempo
hai preso tutta l`aria
e le mie notti, chiare.

Fingendo di sparire
mi trattieni,
e spingi, e su di te
tu annodi le mie ore.

Ma in cosi` poco tempo
non si puo` fare,
non si puo` dire.

Che non si svegli pelle
per favore,
perche` nei tuoi programmi
non e` ora, adesso,
di ritrovarci al mare.


(gennaio 2004)

Attendere prego

Le settimane si accartocciano.
Ho addosso
una pelle di alluminio stropicciato
pure sensibile al minimo tocco
e sempre piu` giovane
alla mano del tempo.
Oggi piove.
Il rumore di cellophane
richiama gli occhi al vetro
e tu non ci sei. Forse
hai tagliato i capelli
per sembrarle
uomo di zecca.
A lei sentire,
- sentenziare - di te
mentre io guardo fuori
ancora e si`, aspetto,
che mi passi da dentro
la tua essenza dolciastra
e il tuo viso,
che mi suona, ancora
cosi` bene.


(novembre 2004)

Pizzicata

Sali, uomo pirata,
sulla mia gonna viola
pizzicata
che ti raccolse prima
e senza assenso
ben prima di arricciarsi arresa al buio.

Vieni, occhio socchiuso,
e segui la mia musica
gitana
che in circolo e di schiena
ti racconta
di uomini e di streghe in mezzo al grano.

Fuggi, col volto acceso,
e lascia la mia pelle
abbandonata
che ancora sa di te
e piena dimentica
i tuoi capelli morbidi sul seno.


(2004)

Chal

Lo senti?
stavolta siamo lontani per davvero,
finalmente.
Cosi` posso vederti
e muovere i fianchi
a otto, sulle punte in bilico,
rischiando di cadere
o di pescarti a me.
Lo senti?
fa piu` caldo ora.


(2002)

Senso inverso

Piu` a fondo vanno le radici serpi
di un`incertezza a piombo e senza appiglio
e piu` -come telline-
affiorano
tutte le luci al viso,
a respirare.
Come a guardare il mondo da un terrazzo.

Fammi da specchio
        e dimmi
quello che ancora non mi sono persa.


(dicembre 2003)

Forse no

Dalla nuda finestra assolata
aspetto, a pelle aperta,
di vederti arrivare
e so che nessun`ora ci lega.

Occhi come imbuti
raccolgono andature infamiliari.
I miei capelli
al sole
si scaldano all`idea di te
che sei altrove,
che non verrai,
che sorgerai estraneo
dalla scala viva del metro`.
O forse no.


(2003)